Ente Nazionale di Previdenza ed Assistenza per gli Psicologi

UNA PSICOLOGIA AD IMPATTO SOCIALE

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LENPAP (l’Ente Nazionale di Previdenza e Assistenza per gli Psicologi) si prende cura del futuro degli Psicologi, occupandosi principalmente delle loro pensioni.

Sempre di più, però, l’Ente va sviluppando la consapevolezza di doversi impegnare anche per sostenere sia il reddito che la continuità lavorativa per i suoi iscritti, presupposti indispensabili per avere pensioni dignitose con il vigente metodo di calcolo contributivo della previdenza.

Al contempo, la peculiarità della professione di Psicologo, le sue specifiche sensibilità, la consapevolezza della sua responsabilità sociale, rendono l’Enpap particolarmente sensibile al bisogno diffuso di Psicologia professionale che non trova più adeguate risposte da parte del Servizio Pubblico.

Da anni le politiche pubbliche tagliano finanziamenti alla prevenzione sociale, con l’effetto che moltissime prestazioni degli Psicologi sono state ridotte o cancellate. Queste politiche, pur permettendo un risparmio nell’immediato, obbligano poi la Pubblica Amministrazione a spendere molto di più per intervenire a copertura di situazioni che diventano, nel tempo, emergenze e bisogni a volte drammatici.

Consapevoli delle condizioni complessive dell’economia del Paese vogliamo dare il nostro apporto per far fronte a questa situazione.

L’ENPAP deve necessariamente investire e far rendere le risorse che gli vengono affidateper garantire ai suoi iscritti pensioni adeguate e salvaguardare così il loro futuro. Oggi riteniamo fondamentale investire una parte di queste risorse per sostenere la professione di Psicologo e il valore sociale che questa professione può rendere alla collettività.

Ciò significa investire in progetti di prevenzione sociale che coinvolgano Psicologi e che comportino chiari vantaggi sociali ed economici (per esempio, in termini di risparmio di spesa) per lo Stato Sociale.

 

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Intervenire in appoggio del sistema di Welfare nazionale con progetti che prevedano l’attività degli Psicologi sul territorio può riattivare il circuito virtuoso della prevenzione, mettere al centro dell’azione preventiva la competenza professionale degli Psicologi, migliorare la qualità di vita dei cittadini, differenziare gli investimenti dell’Ente in modo da garantirli meglio dalle ciclicità di borsa, sostenere lo sviluppo del nostro Paese.

Abbiamo individuato nei Social Impact Bond (SIB) inglesi uno strumento fortemente suggestivo in questo senso. Ci stiamo quindi impegnando per sviluppare, anche in Italia, un meccanismo finanziario analogo, per attivare investimenti ad impatto sociale ed economico con l’impegno diretto di professionisti Psicologi.

Le norme attuali non consentono l’applicazione immediata, in Italia, dei modelli di Social Impact Bond avviati proficuamente nei Paesi anglosassoni ma si può studiare la modalità tecnica per farlo e si possono costruire progetti sperimentali orientati dalle priorità dello Stato Sociale.

Intendiamo arrivare a proporre allo Stato centrale, alle Regioni, alle AASSLL, ai Comuni progetti strutturati intorno a chiari obiettivi di impatto sociale che siano traducibili anche in un ritorno economico per la Pubblica Amministrazione, in termini di risparmio o di altre utilità monetizzabili.

 

 

Per questo abbiamo avviato una Call For Ideas, una chiamata alle idee per tutta la professione di Psicologo: abbiamo raccolto esperienze, progetti e idee di intervento che vedono protagonisti gli Psicologi e di cui è possibile valutare limpatto sociale e quello economico. Con questi progetti abbiamo costruito un portafoglio di proposte, messe a disposizione del sistema di Welfare e sulle quali, una volta raggiunto un consenso e definiti gli strumenti finanziari, l’Enpap potrebbe investire quote del suo capitale, il cui rendimento deriverebbe dai risparmi realizzati dalla Pubblica Amministrazione con gli interventi stessi.

Con la Call for Ideas sono stati così raccolti circa 250 contributi, la cui concreta fattibilità è stata valutata da una commissione di esperti che ha poi selezionato i 105 progetti che era verranno pubblicati, per schede di sintesi, in un libro che Enpap si curerà di diffondere soprattutto presso il mondo della Politica e della Pubblica Amministrazione.

Gli interventi proposti spaziano in vaste aree del sociale e del socio-sanitario, sostanzialmente abbandonate a sè stesse negli ultimi anni.

Hanno a che fare, ad esempio, con le gestione delle malattie croniche, che già oggi costituisce un costo elevatissimo per lo Stato e che sempre di più lo saranno, visto l’aumento costante della popolazione anziana; con la gestione della devianza, tema fondativo dei SIB nella loro prima versione inglese e rivelatosi di così grande soddisfazione per tutte le parti coinvolte da definire in larga misura il nuovo modello di trattamento adottato dal sistema penitenziario britannico; con la violenza di genere, che crea non solo tante sofferenze alle persone ma anche tante difficoltà di tipo economico; con la prevenzione della salute mentale, messa sempre più a rischio in questa epoca di continui e profondi mutamenti sociali, di precarizzazione delle identità, di venir meno dei supporti sociali prima disponibili (la famiglia, lo stato, la chiesa, la scuola, la politica) e che ora faticano a fungere da punti di riferimento credibili per supportare le scelte delle persone; con il trattamento di disturbi dell’apprendimento e con la riduzione della dispersione scolastica, ancora oggi a livelli preoccupanti in ampie aree del Paese; con la gestione delle diversità, messe in particolare evidenza dagli imponenti flussi migratori con cui abbiamo avuto, e sempre di più avremo, a che fare.

Quella per attivare nuove risorse per gli interventi psicologici nel sociale è una sfida potenzialmente rivoluzionaria ma pienamente in linea con la dimensione di impegno e responsabilità, verso la collettività degli Psicologi e verso la Società allargata, che vogliamo tenere. Una sfida che La Psicologia professionale ha tutte le carte per vincere.

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